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Cibo sempre più caro: la volatilità dei prezzi dei prodotti alimentari.

Oltre all’aumento della domanda globale di cibo un altro fenomeno molto preoccupante è caratterizzato dalla notevole volatilità dei prezzi dei prodotti alimentari di base. I motivi principali del forte aumento della volatilità dei prezzi sono ascrivibili a diversi fattori. In primis l’offerta spesso concentrata in un numero ristretto di paesi esportatori. Altri fattori sono legati alla perdita di capacità produttiva dei suoli, ai cambiamenti climatici e alla finanziarizzazione delle commodity agricole.

L’entità del fenomeno è impressionante, perché quando si parla di volatilità si potrebbe pensare a variazioni del 20-30%, che sono già elevate. Invece si è assisti ad aumenti del 100% tra un anno e l’altro. La volatilità dei prezzi agricoli è un fenomeno che si è sempre verificato, ma non aveva mai assunto le attuali dimensioni. Gli analisti considerano che, dopo il 2005, il fenomeno dell’instabilità dei mercati e della volatilità dei prezzi sia diventato un elemento strutturale del mercato agricolo mondiale e anche europeo.

In tutti i mercati, i prezzi delle principali materie prime hanno registrato un’impennata nel 2007, raggiungendo un livello record nel 2011, per poi scendere nella prima metà del 2012. Nonostante un calo tra il 2014 e il 2015 e successivamente alla fine del 2016, i prezzi non sono tornati ai livelli precedenti al 2007 e fluttuano intorno al doppio della media del periodo 1990-2006. Queste oscillazioni dei prezzi si sono ripercosse, in diversa misura, sui prezzi al consumo, causando a volte tensioni sociali e privazioni.

La preoccupazione globale per la volatilità nasconde quella per i livelli dei prezzi ed entrambe

costituiscono una fra le questioni principali legate alla sicurezza alimentare. La ultime  crisi alimentari dimostrano  tutta l’inadeguatezza del nostro sistema alimentare ed i picchi clamorosi dei prezzi confermano ancora una volta che è pericoloso affidarsi alle importazioni. Risulta fondamentale migliorare la produttività locale e rendersi il più possibile autosufficiente.